6 APRILE 1975
6 Aprile 1975. Eddy Merckx, 29 anni, vince, giungendo solo al traguardo, il suo secondo Giro delle Fiandre. Ha già vinto 6 Milano-Sanremo, 3 Parigi-Roubaix, 4 Liegi-Bastogne-Liegi, 2 Giri di Lombardia, 3 Mondiali su strada, 5 Giri D’Italia, 5 Tour de France, 1 Vuelta di Spagna. Pochi giorni dopo conquisterà un’ altra Liegi. Poi, l’anno dopo, una nuova Sanremo. Il carniere di un cannibale.
2 Aprile 2023. Tadej Pogacar, 24 anni, vincitore di 1 Liegi-Bastogne-Liegi, 2 Giri di Lombardia, 2 Tour de France, stacca Mathieu Van der Poel e vola a vincere il centosettesimo Giro delle Fiandre. Sono passati 48 anni, e campioni indimenticabili: Gimondi, Hinault, Moser, Saronni, Lemond, Fignon, Bugno, Indurain, Pantani, Armstrong, Contador, Froome. Nessuno di loro ha vinto Tour e Fiandre. In tutta la storia del ciclismo, oltre 120 anni, solo Louis Bobet, Merckx e Pogacar hanno compiuto questa impresa.
3 Aprile 2023. Il giornale sportivo più importante d’Italia relega il Giro delle Fiandre di Pogacar a pagina 52. 52. Dopo i problemi dell’allenatore dell’Inter; dopo la serie B; dopo la serie C; dopo la Formula 1; dopo la MotoGp; dopo un torneo minore di Tennis. L’ultima notizia sportiva della giornata, in assoluto. Inconcepibile. Inaccettabile. Se possibile, l’articolo è ancora peggio. Van Aert, quarto al traguardo dopo una buona corsa, e dopo essere anche caduto, si becca un 4,5 in pagella. Trentin, forse solo perché italiano, in fuga per tutto il giorno, scomparso dalla corsa nel momento decisivo, 7,5. Il livello di faziosità ha raggiunto livelli mai visti.
Oggi, la Parigi-Roubaix, nel giorno di Pasqua, dovrebbe riconciliarci con il grande ciclismo. Van der Poel, primo a Sanremo e secondo al Fiandre, proverà a trionfare anche nell’inferno del Nord; Van Aert, dopo un inizio di stagione in crescita ma senza squilli di rilievo (e, bisogna proprio dirlo, lo scempio di Wevelgem, quando ha regalato la corsa, una classica internazionale, al compagno di squadra e di fuga Laporte) proverà a prendersi la classica che più di tutte sembra disegnata per lui; il nostro Filippo Ganna, altro grande passista, perfetto per la Roubaix, è atteso ai piani alti della classifica; mai nominato, e forse ancor più pericoloso per questo, lo svizzero Kung, gran bel corridore.
Non sappiamo ancora cosa ci regalerà la Roubaix, sappiamo cosa ci ha regalato la Gazzetta ieri:
-domanda del giornalista a Filippo Ganna: le pietre sono come un pugile che picchia e fa male?;
-risposta di Ganna: è un paragone che ci può stare;
-titolo della Gazzetta: “Ganna: la Roubaix è come la boxe”
È questo modo di raccontarlo, che uccide il ciclismo.

