Analisi: Giro d’Italia 2022

Giro D’Italia 2022

La primavera delle classiche si è conclusa con la terribile caduta di Alaphilippe e la grande azione solitaria di Evenepoel, che hanno segnato la Liegi-Bastogne-Liegi. Antipasto di Giro? Non proprio. Tra i primi dieci della Liegi, tradizionale prova di verifica dello stato di forma degli scalatori, solo Alejandro Valverde, quarantadue anni, settimo, sarà al via della “corsa rosa”.
La 105esima edizione del Giro d’Italia, il primo Grande Giro della stagione, inizia, quindi, come da un po’ di anni a questa parte, un po’ sottotono. Si parte eccezionalmente di venerdi, 6 maggio, da Budapest, in Ungheria, con una tappa da passisti veloci, arrivo in leggera salita, che sembra cucita su misura per Mathieu Van der Poel, vincitore quest’anno del Giro delle Fiandre, chiamato ad essere il grande animatore della prima metà della corsa. Che proseguirà per 3445,6km, distribuiti come quasi sempre in 21 tappe, ma con tre giorni di riposo, uno in più del solito, per permettere alla carovana di spostarsi dall’Ungheria alla Sicilia. Cinque arrivi in salita: Etna, Blockhaus, Cogne, Castelmonte e Marmolada. Due sole cronometro: 9,2km alla seconda tappa, tra Buda e Pest; 17,4km domenica 29 maggio, ultima tappa, a Verona, con arrivo all’ Arena.
Il percorso disegnato è veramente bellissimo. C’è di tutto, e tutto è al posto giusto: tappe per finisseur, per velocisti puri, per passisti-scalatori, per scalatori puri. La sedicesima tappa non sarà per deboli di cuore: Salò-Aprica, 202km, 5440 metri di dislivello, con Crocedomini, Mortirolo e Santa Cristina. La ventesima si preannuncia indimenticabile: 168km, 4490 metri di dislivello, San Pellegrino, Pordoi e Marmolada, fino al Passo Fedaia.
Il grande favorito della corsa sarà Richard Carapaz, primo nel 2019, secondo alla Vuelta 2020, terzo al Tour 2021, campione olimpico in carica. Grande scalatore, avrà una squadra fortissima al suo servizio. Ha tutto per vincere, ma sarà un Giro durissimo, e dovrà dosare bene le forze.
Dietro di lui, un bel gruppo di outsider:
-Simon Yates, inglese, scalatore brillante ed efficace. Terzo nel 2021, vincitore della Vuelta 2018. Sempre nel 2018 ha dominato il Giro per due settimane, spaventando Froome e Dumoulin, prima di crollare in modo irreversibile. La continuità può essere il suo tallone d’ Achille, ma, se sta bene, in salita può giocarsela con tutti;
-Joao Almeida, giovane passista-scalatore portoghese, già quarto nel 2020. È atteso come grande protagonista, ma per età e caratteristiche potrebbe pagare le terribili tappe di Mortirolo e Marmolada;
-Mikel Landa, 32 anni, spagnolo, sempre ben piazzato nei Grandi Giri e sempre molto sfortunato. Fortissimo in salita, avrà al suo fianco Pello Bilbao, che all’ occorrenza potrebbe prendere il suo posto di capitano e correre per il podio;
-Miguel Angel Lopez, colombiano, esplosivo in salita e nella testa, sarebbe capace sia di vincere che di ritirarsi per una crisi di nervi, ed avrà in squadra un Nibali ormai al tramonto e riadattato a battitore libero;
-Wilco Keldermann, terzo nel 2020 e quinto al Tour nel 2021. Non avrà molta cronometro a suo favore e potrebbe subire le tappe più dure;
-Romain Bardet, eroico soccorritore di Alaphilippe alla Liegi, già secondo e terzo al Tour, sembrerebbe essersi ritrovato dopo un paio di stagioni difficili;
-Guillaume Martin, corridore filosofo, scalatore di buon livello, uomo di fondo e di grande intelligenza ciclistica, è capace, con attacchi da lontano, di sopperire ai suoi limiti atletici.
Per piazzamenti di alto livello o per adattarsi a cacciatori di tappe ci saranno nomi del calibro di Hugh Carthy, Attila Valter, Tobias Foss (nono anno scorso, e potrebbe essere la corsa della sua consacrazione), Tom Dumoulin (maglia rosa nel 2017, secondo nel 2018), Giulio Ciccone (che rappresenta la speranza italiana di un piazzamento nei primi dieci) ed Alejandro Valverde.
Tra i cacciatori di tappe ci saranno, oltre a Van der Poel, Esteban Chaves, Magnus Cort Nielsen, Domenico Pozzovivo, Thomas De Gendt, Diego Ulissi, Davide Formolo e Biniam Girmay.
I grandi delle volate saranno Cavendish, Ewan, Nizzolo, Demare, Gaviria e Cimolai.
Sarà un Giro d’Italia che , come detto, partirà sottotono, ma con un percorso e degli interpreti di questo livello, ha tutto per essere, in assoluto, la corsa più bella della stagione.
Pronostico: Richard Carapaz maglia rosa finale
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