Giro delle Fiandre 2022
Dopo una bellissima Milano-Sanremo, vinta da un grande Mohoric grazie ad un attacco kamikaze nella discesa del Poggio; dopo una Volta a Catalunya che ha tenuto il mondo dello sport con il fiato sospeso quando Sonny Colbrelli ha avuto un arresto cardiaco al termine dello sprint finale della prima tappa (salvato dal defibrillatore e dagli specialisti dell’ ospedale di Girona, probabilmente non correrà mai più in bicicletta); dopo una grande azione a due dei compagni di squadra Laporte e, soprattutto, Van Aert ad Harelbeke; dopo che la Gand-Wevelgem ha raccontato una piccola grande leggenda con Biniam Girmay Hailu, eritreo, ventidue anni oggi, che è divenuto il primo africano a vincere una classica del ciclismo mondiale; dopo che Mathieu Van der Poel, terzo a Sanremo, ha lanciato squilli di tromba dominando il finale della Dwars door Vlaanderen, domenica 3 Aprile arriva la seconda classica monumento della stagione, il Giro delle Fiandre.
Tutto è stato detto? No. Perché Wout Van Aert ha scoperto di avere il Covid, ed è stato costretto a saltare una “Ronde” che aveva preparato meticolosamente.
Come si svilupperà la corsa? Al contrario di quello che è avvenuto alla Milano-Sanremo, i valori in campo emergeranno molto più chiaramente. Il grande favorito potrebbe essere considerato Mathieu Van der Poel, che, dopo un brutto infortunio nel finale della scorsa stagione, ha sorpreso al rientro con un’ ottima prova già alla Sanremo, dove ha chiuso terzo. Ha già vinto il Fiandre nel 2020 ed ha perso la volata a due con Asgren lo scorso anno. Non si può dire veramente a che punto sia la sua condizione, probabilmente non sarà sicuro di essere al 100% neanche lui e probabilmente correrà più di rimessa rispetto al suo stile abituale. Sarà comunque il faro della corsa. Gli altri candidati alla vittoria finale sono comunque tanti: Jasper Stuyven, uomo di fondo, sempre forte nelle corse molto lunghe e difficili da interpretare; Kasper Asgren, campione in carica, sempre a suo agio in questa gara; Christophe Laporte, che sembra pronto per il salto di qualità definitivo dopo una serie importante di piazzamenti, ma che potrebbe pagare gli strappi in salita; il vecchio Van Avermaet, che ha inseguito e sfiorato la Ronde per tutta la carriera, e che potrebbe approfittare delle difficili condizioni meteo; Mads Pedersen, forse il corridore ideale per caratteristiche tecniche, di fondo, e di capacità di sopportare freddo e pioggia, e che quest’anno sembra molto costante; Mathej Mohoric, gigantesco a Sanremo, che correrà senza nessuna pressione; Tadej Pogacar, impossibile non nominarlo tra i favoriti anche se una sua impresa assumerebbe veramente i contorni del mito; infine Anthony Turgis, scintillante secondo a Sanremo, sempre ben piazzato negli ultimi anni. Non si parla mai molto di lui, ma il suo talento puro potrebbe finalmente sbocciare.
Non sarà, non lo è mai, una corsa normale. Sarà una corsa d’assalto, con i capitani in testa al gruppo e i gregari presto staccati. Come sempre quando si corre in Belgio, muri e pavè non lasceranno scampo a chi non avrà le gambe. 272,5km, pioggia, vento e forse neve (che si è abbattuta sul percorso negli ultimi giorni), possono rendere la corsa disumana.