Milano-Sanremo 2022
È la prima classica monumento in calendario; è la classica più lunga, 293km (ma con il trasferimento pre-partenza i corridori toccheranno i 303km percorsi); è la classica più difficile da interpretare, per il suo percorso relativamente piatto (2095 metri di dislivello) che permette ai velocisti di puntare alla volata finale, e per le salite, Turchino, Capo Mele, Capo Cervo, Capo Berta, Cipressa e Poggio, che danno la possibilità agli attaccanti di aggredire la corsa e tentare un colpo di mano, ma allo stesso tempo, essendo tutte tradizionali della corsa, consentono ancora ai velocisti di organizzare un’ accorta difesa.
Non si possono pronosticare i grandi favoriti della Milano-Sanremo come sicuri vincenti. La Classicissima, molto spesso, non la vince il più forte, ma colui che si muove meglio nelle pieghe tattiche che i corridori con più personalità impongono. Oggi,questi corridori sono sicuramente Wout Van Aert e, soprattutto, Tadej Pogacar.
Van Aert ha vinto la Sanremo nel 2020, l’edizione dei 305km e del percorso stravolto dai sindaci della provincia di Savona. È il cacciatore di classiche più completo. Alla Sanremo vanta anche un terzo ed un sesto posto, oltre ad una infinità di piazzamenti e vittorie di prestigio in tutte le corse a cui ha partecipato. Grande passista e cronometrista è dotato di un forte spunto veloce che gli permette di vincere anche un arrivo in un gruppo ristretto. Vista l’assenza forzata di Alaphilippe e i problemi fisici di Van der Poel, è lui il cacciatore di classiche che dovrà essere faro della corsa. Con questo tipo di pressione psicologica, il belga a dimostrato di non sentirsi troppo a suo agio. Probabilmente, quindi, pur essendo uno dei grandi favoriti, penserà a correre in difesa, controllare la corsa insieme alla sua squadra e rispondere all’inevitabile allungo sul Poggio, cercando di non esporsi mai in prima persona ma allo stesso tempo di arrivare ad uno sprint senza velocisti puri, che lo vedrebbe, quasi sicuramente, battuto.
Pogacar, due Tour de France, una Liegi-Bastogne Liegi, un Giro di Lombardia, è in uno stato di forma impressionante (ha dominato in lungo e in largo la Tirreno-Adriatico) ed arriva alla Sanremo con la pazza idea di tentare il colpo grosso. Corridore completo e formidabile, è in questo momento lo scalatore più forte del mondo, e anche un cronometrista e passista di assoluto valore. Ha uno spunto veloce, assolutamente velenoso, che lo rende il grande spauracchio di questa corsa oltre che dell’intera stagione ciclistica. Come può correre Pogacar? Di sicuro, dopo il lungo avvicinamento al Passo del Turchino, la sua squadra inizierà a rendere la corsa dura. Poi, passati i Capi, inizierà il thriller. La Cipressa potrebbe essere il teatro del suo primo attacco. L’ultima, grandissima azione di uno scalatore sulla Cipressa, è quella di Pantani, nel 1999, che si spense prima di arrivare al Poggio. Pogacar, però, potrebbe sfruttare la difficile discesa della Cipressa e soprattutto le sue doti di passista e di specialista delle fughe solitarie per provare una cavalcata indimenticabile. Lo sforzo da fare sarebbe, però, enorme. Più probabile, quindi, che aspetti proprio il Poggio per un attacco secco. Ma Pogacar ha una sparata così impressionante? In quanti potrebbero seguirlo? È difficile rispondere a queste domande, ed è questo che rende questa Milano-Sanremo imprevedibile e prestigiosissima, una vera Classicissima.
Tutti si aspettano un Pogacar che corre da dominatore, ma come si muoveranno tutti gli altri? Le grandi assenze di Alaphilippe, Stuyven, Colbrelli e Ewan aumentano l’incertezza. Chi potrebbe sfruttare la situazione? Sicuramente, come detto, Van Aert, ma anche lui sarà un osservato speciale, e quindi, per inerzia e per capacità, potrebbero giocare le proprie belle carte corridori meno in luce ma sicuramente forti, come Roglic, che potrebbe contenere Pogacar e perché no, batterlo; Senechal, che senza Alaphilippe e con Jacobsen probabile staccato, sarà capitano; Aramburu, ruota veloce ma che può resistere sul Poggio, Matthews, sempre ben piazzato e mai vincitore, Sagan, per anni grande favorito e anche lui sempre battuto; poi, soprattutto, Mads Pedersen, campione del mondo 2019, che è sembrato in condizione alla Parigi-Nizza.
Tra i velocisti più puri, che probabilmente saranno messi in difficoltà dall’azione di Pogacar, grande occasione per Arnaud Demare, già vincitore tra mille polemiche, Fabio Jacobsen, Giacomo Nizzolo e il vecchio Mark Cavendish, che dopo tante stagioni in ombra è tornato a brillare negli sprint.